Fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster)
Novembre 21, 2023

Cos’è: per la scienza è l’herpes zoster ma nella tradizione popolare è noto come il fuoco di Sant’Antonio. Questo perché l’eremita era solito ingaggiare battaglie contro il demonio che si manifestava sotto forma di serpente e la parola “herpes” deriva dal sostantivo “herpetón”, che in greco antico indica appunto questo animale.

Il responsabile di questa patologia è un virus, lo stesso che provoca la varicella.

Cause: Il responsabile di questa patologia è un virus, lo stesso che provoca la varicella. Comunemente noto come fuoco di sant’Antonio, l’Herpes Zoster è un’eruzione cutanea causata dal Varicella-Zoster-Virus (VZV), appartenente alla famiglia degli Herpes virus: come si può intuire dal nome, è lo stesso virus che provoca la varicella in età pediatrica. Il virus è capace di rimanere inattivo nel tessuto nervoso (per esempio nei nervi cranici o nel midollo spinale) ed è possibile che si riattivi ad anni di distanza, scatenando l’herpes zoster, comunemente definito Fuoco di sant’Antonio. Si stima che circa il 90% della popolazione italiana abbia contratto la varicella almeno una volta nella vita (in genere nell’infanzia), tra questi il 10% decenni più tardi avrà una recidiva con una riattivazione del virus sotto forma di herpes zoster.La varicella e l’herpes zoster sono due diverse malattie causate dallo stesso agente, il virus della varicella-zoster (della famiglia degli herpes virus). Una volta contratta la varicella, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane generalmente latente per tutto il corso della vita nelle cellule dei gangli delle radici nervose spinali e in un certo numero di casi (meno del 10-20%) si risveglia, generalmente in età avanzata o in corrispondenza di una situazione di immunodeficienza, provocando l’herpes zoster.

Sintomi: Il primo sintomo del fuoco di Sant’Antonio normalmente è il bruciore, il formicolio o il prurito, di solito localizzato in una zona ben precisa, (un fianco, il torace, il volto…). Dopo alcuni giorni, di solito meno di una settimana, in quella stessa zona compare un eritema con vescicole contenenti siero, simili a quelle della varicella. Il dolore provocato dal fuoco di Sant’Antonio può variare da lieve a intenso, e protrarsi per un lungo periodo (settimane o mesi, nei casi più difficili).

La zona in cui il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con maggior frequenza è una fascia (chiamata dermatoma) che si estende su un solo lato del tronco all’altezza della vita, ma il disturbo può presentarsi frequentemente anche su un lato del viso, intorno all’occhio e sulla fronte.

Come si riconosce: La principale manifestazione dell’Herpes Zoster (o Fuoco di Sant’Antonio) è una dolorosa eruzione cutanea somigliante a una placca allungata, ricoperta di vescicole, che compare in genere su un lato del corpo, più di frequente del torace o dell’addome, ma che può presentarsi ovunque, viso e occhi compresi. Pur non essendo una condizione che mette a rischio la vita del paziente, può essere particolarmente dolorosa e protrarsi per 2-4 settimane.

All’origine di una riattivazione del virus in forma di fuoco di sant’Antonio si ritiene ci sia un improvviso abbassamento delle difese immunitarie, che può a sua volta essere dovuto a:

  • severo stress psico-fisico;
  • determinati trattamenti farmacologici;
  • patologie che colpiscono il sistema immunitario;
  • eccessiva esposizione ai raggi solari;
  • anzianità.

Chi ha sviluppato l’Herpes Zoster è contagioso, può quindi trasmettere il virus a quanti nella loro vita non hanno mai contratto il virus varicella-zoster, quindi persone che non hanno mai avuto la varicella né che si sono vaccinate contro di essa: la trasmissione avviene tramite il contatto diretto con le vescicole aperte, che contengono il virus. Chi entra in contatto con il virus, poiché si tratta del primo incontro, non svilupperà a sua volta il fuoco di sant’Antonio, ma la varicella.

Rimedi naturali per il fuoco di Sant’Antonio: olio essenziale di melissa a uso interno e acqua aromatica di echinacea per uso topico

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