Geloni e mani screpolate
Febbraio 1, 2024

Durante l’inverno le mani screpolate dal freddo e la comparsa di geloni a causa degli sbalzi termici, sono un fastidioso inconveniente che spesso si può presentare. Esistono prodotti naturali e oli essenziali che possono aiutarci a prevenire la comparsa e porre rimedio a screpolature e dolori, agiscono in sinergia tra loro e ci aiutano ad alleviare i fastidi. Vediamoli insieme.

I geloni e le mani screpolate

I geloni

I geloni dipendono da un rallentamento della microcircolazione cutanea. Si tratta di bolle rosse e infiammate, che causano prurito e gonfiore alle estremità corporee: naso, talloni, dita di mani e piedi, dovute ad un’alterazione dei capillari e dei piccoli vasi sanguigni che percorrono il tessuto cutaneo.

Si formano con il passaggio repentino dall’esposizione al freddo ad un ambiente caldo ed il disturbo può persistere anche per diversi giorni. Si manifestano con arrossamenti intensi, indolenzimenti e prurito. Molto spesso sopraggiungono quando si passa da una temperatura molto fredda a una calda. L’alterazione termica sottopone i capillari a un forte stress, dando vita ad arrossamenti e pruriti, i geloni appunto. La cosa migliore per evitarli è evitare di esporre le mani a temperature estreme, utilizzando i guanti e coprendo le parti più sensibili ed esposte.

Quali sono le principali cause che provocano i geloni?

La comparsa dei geloni rappresenta l’esito di una reazione non normale del corpo all’esposizione del freddo seguito da un repentino riscaldamento.

L’effetto delle basse temperature provoca una costrizione dei vasi sanguigni mentre le temperature alte inducono il fenomeno della vasodilatazione.

Se questo passaggio di temperatura avviene in modo brusco, può avvenire una dilatazione rapida dei capillari rispetto a quella dei vasi sanguigni grandi. Questo comporta la fuoriuscita delle componenti del sangue nei tessuti che circondano i vasi.

Inoltre, quando il corpo risponde al freddo il flusso di sangue rallenta decisamente alle zone periferiche dell’organismo in modo da favorire un maggior apporto di sangue agli organi vitali interni. La componente liquida dei tessuti può di colpo congelare formando dei cristalli di ghiaccio. Questi cristalli causano danni cellulari e dei tessuti. A questo fenomeno si associa il fatto che, a causa del minor apporto di sangue, l’ossigeno è scarso e, quindi, i tessuti vanno incontro a necrosi, ovvero morte cellulare.

Al di là dei processi fisiologici che si innescano, la formazione dei geloni può avere essenzialmente due cause differenti:

  • Ipotermia. L’ipotermia è la situazione in cui il corpo perde più calore di quanto ne produce. La temperatura scende vertiginosamente e l’organismo riduce al massimo la circolazione delle estremità periferiche in favore degli organi interni essenziali per la vita quali il cuore, il cervello, il fegato e i reni
  • Contato diretto. Quando la pelle entra in contatto con qualcosa di molto freddo come ghiaccio e metallo, il calore viene perduto per conduzione (passaggio di calore da un corpo caldo ad uno freddo). Questa esposizione al freddo abbassa notevolmente la temperatura e favorisce il congelamento dei tessuti cutanei

Questo fenomeno fisiologico causa l’insorgenza dello stato di infiammazione acuta nelle zone interessate che si associa ai sintomi descritti precedentemente e che sono tipici dei geloni.

Quali fattori favoriscono l’insorgenza dei geloni?

Dopo aver considerato le cause principali che sono alla base della formazione dei geloni, consideriamo insieme i fattori di rischio che aumentano di molto la probabilità che essi sorgano.

  • L’esposizione della pelle alle basse temperature. Negli ambienti più freddi e umidi, i geloni sono molto più comuni rispetto agli ambienti in cui la temperatura è più calda e secca
  • Il periodo dell’anno. La frequenza di comparsa è maggiore dall’inizio dell’inverno alla fine della primavera. Complici sono naturalmente il grado di umidità e la temperatura di questi periodi dell’anno
  • Eredità familiare. Esistono alcuni presupposti genetici familiari prevalenti che delineano una tendenza fisiologica alla formazione dei geloni
  • Basso peso del corpo. Un peso corporeo non adeguato associato ad una scarsa nutrizione permettono uno sviluppo maggiore dei casi di gelone. Anche coloro che soffrono di disturbi alimentari gravi come l’anoressia nervosa presentano maggiormente il problema dei geloni

Oltre a questi fattori di rischio, gli esperti hanno individuato alcune categorie di persone che, per determinate abitudini o costituzione, risentono maggiormente delle variazioni di temperatura e ai geloni appena esposti al freddo.

Tra questi ci sono:

  • Persone di sesso femminile. Pare, infatti, che le donne risentano maggiormente dell’effetto della temperatura sul corpo e sulla circolazione sanguigna
  • Pazienti con malattie vascolari periferiche. L’arteriopatia periferica è, infatti, caratterizzata da occlusioni più o meno gravi delle arterie che permettono il flusso di sangue negli arti e nei vari tessuti dell’organismo. Coloro che soffrono di diabete o hanno un alto contenuto di grassi nel sangue sono maggiormente esposti a disturbi della circolazione
  • Coloro che soffrono di patologie a carico del tessuto connettivo o malattie autoimmuni. Tra queste quelle più incidenti sono il lupus eritematoso, sclerosi sistemica e il fenomeno di Raynaud che provoca uno spasmo eccessivo dei vasi sanguigni periferici che determina una riduzione del flusso ematico nelle zone coinvolte. Questa sindrome può avere come inneschi il freddo o lo stress emotivo
  • Il trattamento prolungato con determinate terapie farmacologiche potrebbe causare effetti collaterali che favoriscono la costrizione dei piccoli vasi sanguigni. Questi farmaci rendono chi li assume inclini a sviluppare ricorrenti geloni. Tra i farmaci che sviluppano questo effetto collaterale rientrano quelli beta bloccanti per la cura delle insufficienze cardiache

Tutti coloro che si rispecchiano in queste tipologie di persone dovranno usare maggiormente sistemi protettivi e fare prevenzione.

Possibili complicazioni dei geloni

Le complicazioni legate alla formazione dei geloni sono abbastanza rare e generalmente determinano l’insorgenza di vesciche. Queste ultime se non curate adeguatamente possono aprirsi dando luogo a ulcere e cicatrici.

Queste ultime possono rappresentare occasioni in cui le infezioni possono manifestarsi e provocare danni alla pelle. Se trascurati, inoltre, i geloni creano una decolorazione permanente della pelle.

Le mani screpolate

Le mani screpolate sono purtroppo un sintomo tipico della stagione invernale: le basse temperature e il vento seccano disidratano la nostra pelle, ma anche la nebbia e il freddo favoriscono il presentarsi di spaccature. Per pervenire tale fenomeno bisognerebbe avere le mani sempre ben idratate e protette.

Quotidianamente subiscono forti stress: lavano, lavorano e si detergono in continuazione mettendo a dura prova la loro barriera protettiva.

Cosa fare?
La regola d’oro risiede nell’utilizzo di detergenti non aggressivi e poco schiumogeni e applicare spesso trattamenti idratanti.

Avere la buona abitudine di spalmare la crema adatta al nostro tipo di pelle dopo la detersione delle parti interessate permette di rispettare il naturale film protettivo della nostra epidermide.
Questa coccola quotidiana a volte però non riesce a fronteggiare gli attacchi del freddo e del vento. Per questo motivo, in caso di danneggiamento della pelle sarà necessario associare dei prodotti che aiutano la cicatrizzazione di eventuali taglietti che si formano: le ragadi.

Le ragadi sono molto fastidiose e possono sanguinare se profonde. Compaiono in genere tra le dita, sulle nocche, sui polpastrelli e nelle zone intorno alle unghie. E’ più facile che compaiano quando la pelle è secca e meno elastica, ma possono essere causate anche da dermatiti da contatto.

Se presenti, evitate di sfregare le mani e l’uso di detergenti aggressivi o sostanze chimiche. Per curarle e prevenirne la comparsa, quindi, le mani devono essere tenute ben idratate con crema concentrata a base di erigero, nel caso sia necessario, se le ragadi sono profonde, si può ricorrere all’olio essenziale di achillea per un effetto antibatterico, antinfiammatorio e cicatrizzante più rapido ed efficace che con il concentrato all’erigero forma un film protettivo sui taglietti e che agevola la guarigione. 

Quindi, pulire e disinfettare la parte interessata del danno è fondamentale, si procederà poi a curarla applicando il prodotto giusto al fine di ripristinare il film protettivo ed alleviare la sensazione di prurito e bruciore.

Come preventivo si possono coccolare, lenire e idratare le mani e i piedi con olio essenziale puro di lavanda vera aggiunto a una crema idratante come Dolce carezza o balsamo per piedi

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